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	<title>LucaTrevisan.com &#187; carne</title>
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	<description>Passione, arte, riflessioni, ricette e non solo.. il blog dello chef Luca Trevisan.</description>
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		<title>Masurin al forno</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 15:23:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[piatti tipici]]></category>

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		<description><![CDATA[Il germano reale detto dalle parti nostre “masurin” è un piatto di selvaggina molto apprezzato. Io questa volta lo propongo al forno&#8230; anche se la preparazione è un po&#8217; più lunga. Per prima cosa si mette a marinare la carne (in questo caso tagliata a metà) con del vino rosso, rosmarino, carote, cipolle e sedano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-915" title="MASURIN-IN-TECJA" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2011/05/MASURIN-IN-TECJA.jpg" alt="MASURIN-IN-TECJA" width="460" height="345" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il <a title="germano reale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Germano_reale" target="_blank">germano reale</a> detto dalle parti nostre “masurin” è un piatto di selvaggina molto apprezzato. Io questa volta lo propongo al forno&#8230; anche se la preparazione è un po&#8217; più lunga.<span id="more-914"></span> Per prima cosa si mette a marinare la carne (in questo caso tagliata a metà) con del vino rosso, rosmarino, carote, cipolle e sedano tagliati a pezzi e si lascia in frigo per una notte. Quindi si scola il liquido e si macinano le verdure che useremo per il fondo di cottura mettendole all&#8217;interno di una teglia dove sopra di esse adageremo il masurin. Bagnamo con dell&#8217;altro vino rosso e cuciniamo in forno a bassissima temperatura: 130° per circa 2 ore. Facendo così la carne estrae tutti i suoi succhi. Bisogna stare attenti a non far asciugare il fondo, in quel caso aggiungiamo del brodo  ed una volta tolta la carne frulliamo il fondo stesso ottenendo così la salsa che verseremo sulla carne accompagnando il tutto con dell&#8217;ottima polenta.</p>
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		<title>Petto di cappone al tartufo nero</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 07:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[piatti tipici]]></category>

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		<description><![CDATA[Il secondo piatto che ho pensato di proporvi per questo Natale, è il petto di Cappone al tartufo nero. In questo caso ho disossato i capponi ottenendo il petto per poi inciderlo nel senso della lunghezza e farcirlo con un paté ricavato dai fegatini con l&#8217;aggiunta di una dadolata sottilissima di tartufo. La ricetta del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-848" title="PETTO-DI-CAPPONE-AL-TARTUFO-NERO-2" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2010/12/PETTO-DI-CAPPONE-AL-TARTUFO-NERO-2.jpg" alt="PETTO-DI-CAPPONE-AL-TARTUFO-NERO-2" width="460" height="345" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo piatto che ho pensato di proporvi per questo Natale, è il petto di Cappone al tartufo nero. In questo caso ho disossato i capponi ottenendo il petto per poi inciderlo nel senso della lunghezza e farcirlo con un paté ricavato dai fegatini con l&#8217;aggiunta di una dadolata sottilissima di tartufo.<span id="more-847"></span> La ricetta del paté la trovate direttamente nel blog ma l&#8217;unica differenza è che non ho aggiunto il burro al fegato, ovvero l&#8217;ho soltanto frullato con il suo fondo di cipolla per poi dopo aggiungerci il tartufo. Una volta farcito il petto, l&#8217;ho arrotolato in una “retina di maiale” per poi inserirlo in un sacchetto da sottovuoto  e cuocerlo in forno. È chiaro che non tutte le casalinghe hanno il sottovuoto quindi&#8230;..passiamo al piano B: si rosola, possibilmente in una padella anti-aderente, il petto facendo attenzione che non si apra e, una volta rosolato si mette al forno ad una temperatura di 175° per circa 20 minuti. Una volta cotto si taglia a pezzi e lo si serve con una grattugiata di tartufo abbinato naturalmente a dei contorni che più desiderate!</p>
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		<title>Capocollo di maiale in crosta di pane</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 18:50:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[panificazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa è una delle pietanze che ho proposto durante l&#8217;ultimo corso di cucina con la SOMSI, Società Operaie di Mutuo Soccorso, e visto che questo capocollo di maiale in crosta di pane potrebbe essere anche una bella alternativa per Natale, ecco a voi la ricetta. Un capocollo di maiale intero del peso di circa Kg [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-826" title="CAPOCOLLO-DI-MAIALE-IN-CROSTA-DI-PANE2" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2010/11/CAPOCOLLO-DI-MAIALE-IN-CROSTA-DI-PANE2.jpg" alt="CAPOCOLLO-DI-MAIALE-IN-CROSTA-DI-PANE2" width="460" height="345" /></p>
<p style="text-align: justify;">Questa è una delle pietanze che ho proposto durante l&#8217;ultimo corso di cucina con la SOMSI, Società Operaie di Mutuo Soccorso, e visto che questo <em>capocollo di maiale in crosta di pane</em> potrebbe essere anche una bella alternativa per Natale, ecco a voi la ricetta.<span id="more-825"></span> Un capocollo di maiale intero del peso di circa Kg 2 Pane: 1 kilo di farina, 500 grammi d&#8217;acqua più altri 50 grammi per poter far sciogliere 20 gr. di sale, 20 grammi di lievito di birra e 20 grammi di zucchero. Sciogliere il lievito e lo zucchero in 500 grammi d&#8217;acqua leggermente tiepida, incorporare la farina ed impastare il tutto. Una volta compattato l&#8217;impasto, aggiungere i 50 gr. d&#8217;acqua con il sale sciolto e finire di impastare. Far lievitare per circa 30 minuti, tirare con un mattarello l&#8217;impasto, metterci all&#8217;interno il capocollo e lasciar nuovamente lievitare. Attenzione! Questa ricetta non è adatta per le macchine del pane! Si lega il capocollo come un comunissimo arrosto, lo si rosola in una padella bollente  e si cucina  in forno per circa un ora e mezza ad una temperatura di 180° (oppure, se avete un termometro, controllate che all&#8217;interno la temperatura arrivi a 72°). Quindi,una volta raffreddato, lo si slega e lo si avvolge all&#8217;impasto del pane. Si rimette il capocollo in forno per altri 25-30 minuti, fino al termine della cottura del pane.</p>
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		<title>Stinco di vitello al forno</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 18:07:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[ricette di base]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco un piatto che a me piace molto perché leggero e molto invitante: lo stinco di vitello. Io ho cotto 2 stinchi posteriori del peso di circa Kg 2- 2,2 l&#8217;uno. Per iniziare, ho rosolato in padella la superficie degli stinchi per poi metterli in forno già caldo a 170° per almeno un ora. Nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-789" title="STINCO-DI-VITELLO-AL-FORNO" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2010/04/STINCO-DI-VITELLO-AL-FORNO-460x345.jpg" alt="STINCO-DI-VITELLO-AL-FORNO" width="460" height="345" /><br />
Ecco un piatto che a me piace molto perché leggero e molto invitante: <strong>lo stinco di vitello</strong>. Io ho cotto 2 stinchi posteriori del peso di circa Kg 2- 2,2 l&#8217;uno.<span id="more-788"></span> Per iniziare, ho rosolato in padella la superficie degli stinchi per poi metterli in forno già caldo a 170° per almeno un ora. Nel frattempo, ho preparato un fondo tritato di carote, cipolle e sedano con l&#8217;aggiunta di una foglia d&#8217;alloro e qualche rametto di rosmarino. Trascorsa l&#8217;ora di cottura, ho tolto gli stinchi dalla teglia, ed ho depositato sul fondo di quest&#8217;ultima le verdure con le spezie. Ho rimesso sopra gli stinchi ed ho bagnato con del vino bianco. Ho nuovamente infornato la teglia portando la temperatura a 180° e tenendo il fondo bagnato con del brodo in modo che le verdure non si secchino. Ho continuato il tutto per altre 2 ore girando di tanto in tanto la carne. Per vedere se lo stinco è cotto, l&#8217;ho bucato con un forchettone e rimanendo il buco asciutto ho deciso di toglierlo. Per servirlo l&#8217;ho disossato, tagliato a fette e ricomposto con il suo osso in un bel tagliere di legno.  Ho frullato le verdure con il brodo rimasto ottenendo la salsa che ho servito a parte.  Del rosmarino fresco a guarnire e via in tavola!</p>
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		<title>Petto di pollo con melanzane</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 09:49:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[verdura]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo piatto, sinceramente, è nato un po per caso un lunedì sera mentre ero a casa da solo con le bambine. Non sapendo cosa fare, ho aperto il frigo ed ho trovato il petto di pollo, le melanzane, dei pomodori e delle verdure cotte. Allora ho coinvolto anche le bimbe nel creare qualcosa di sfiziosetto. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-773" title="SUPREME-DI-POLLO-CON-MELANZANE" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2010/03/SUPREME-DI-POLLO-CON-MELANZANE-460x345.jpg" alt="SUPREME-DI-POLLO-CON-MELANZANE" width="460" height="345" /><br />
Questo piatto, sinceramente, è nato un po per caso un lunedì sera mentre ero a casa da solo con le bambine. Non sapendo cosa fare, ho aperto il frigo ed ho trovato il petto di pollo, le melanzane, dei pomodori e delle verdure cotte.<span id="more-772"></span> Allora ho coinvolto anche le bimbe nel creare qualcosa di sfiziosetto. Risultato: crostini da mettere al tavolo al posto dei grissini, delle bruschette e questa specie di millefoglie di pollo con le malanzane. Quest&#8217;ultima, mi è molto piaciuta tanto che è stata proposta per un compleanno di un bambino. Il tutto è molto semplice: ho scottato in padella le melanzane ed il petto di pollo; quindi ho alternato questi due ingredienti assieme a delle verdure cotte. I complimenti li ho avuti dai bambini per il bruco di pane dolce e dalle mamme perché sono riuscito a far mangiare ai ragazzi un po&#8217; di verdura.</p>
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		<title>Coscia d&#8217;anatra&#8230;. all&#8217;arancia!</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 18:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[ricette stagionali]]></category>
		<category><![CDATA[anatra]]></category>
		<category><![CDATA[arancia]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;inverno è anche tempo di arance per fortuna!! io le utilizzo in svariate maniere ma per gli amanti dei piatti agrodolci c&#8217;è un classico che non riesco a capire perché non l&#8217;ho inserito prima&#8230;.l&#8217;anatra all&#8217;arancia. Si può fare in svariati modi: a pezzi, disossata, il petto, ma io questa volta ho preparato la coscia, forse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-764" title="COSCIOTTO-D'ANATRA-ALL'ARANCIO" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2010/03/COSCIOTTO-DANATRA-ALLARANCIO-460x345.jpg" alt="COSCIOTTO-D'ANATRA-ALL'ARANCIO" width="460" height="345" /><br />
L&#8217;inverno è anche tempo di arance per fortuna!! io le utilizzo in svariate maniere ma per gli amanti dei piatti agrodolci c&#8217;è un classico che non riesco a capire perché non l&#8217;ho inserito prima&#8230;.<em><strong>l&#8217;anatra all&#8217;arancia</strong></em>.<span id="more-763"></span> Si può fare in svariati modi: a pezzi, disossata, il petto, ma io questa volta ho preparato la coscia, forse perché non è così asciutta come il petto o forse perché mi piace quel grassetto che solo le cosce possono offrire. Comunque andiamo oltre.<br />
Ho rosolato da ambo i lati 4 cosce per poi bagnarle con del <em>Gran Marnier </em>(si può utilizzare anche un comunissimo brandy) ma il <em>Gran Marnier</em> essendo a base di arancia&#8230;.. a questo punto ho messo la mia padella direttamente in forno bagnando le cosce con poco brodo. Nel frattempo ho pelato finemente la buccia di 4 arance in modo da ottenere solo la parte arancione della buccia e non quella bianca che è molto amara. Ho spremuto il tutto e l&#8217;ho messo da parte.<br />
Ho lasciato in cottura le cosce per circa 30 minuti rigirandole e quindi ho bagnato con il succo ed ho cosparso con i filetti tagliati a <em>julienne</em>. Lascio restringere il sughetto ancora per qualche minuto per un totale di circa 40-45 minuti di cottura. Se risulta ancora troppo liquida la salsa vi consiglio di farla restringere a fuoco vivo per qualche minuto e, se le cosce sono più grandi dovete ovviamente regolarvi con i tempi. Io ho preparato il piatto con delle patatine al forno e dei finocchi cotti in padella ma anche un bel purè di patate non guasterebbe. Buon appetito!</p>
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		<title>Pitina ripiena di verdure marinate</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 12:05:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[antipasti]]></category>
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		<category><![CDATA[piatti freddi]]></category>
		<category><![CDATA[piatti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[pitina]]></category>

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		<description><![CDATA[La pitina, è un salume a base di carni ovine, caratteristico della Val Tramontina nella provincia di Pordenone. Si può preparare in molti sistemi, sia freddi che caldi (magari sopra alla polenta) ma oggi visto anche la stagione, ho pensato di servirla “ripiena”. Ho foderato uno stampino con delle fettine precedentemente affettate per poi metterci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-739" title="PITINA-RIPIENA-ALLE-VERDURE-MARINATE" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2010/01/PITINA-RIPIENA-ALLE-VERDURE-MARINATE-460x345.jpg" alt="PITINA-RIPIENA-ALLE-VERDURE-MARINATE" width="460" height="345" /><br />
La pitina, è un salume a base di carni ovine, caratteristico della <a title="Val Tramontina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Val_Tramontina" target="_blank">Val Tramontina</a> nella provincia di Pordenone. Si può preparare in molti sistemi, sia freddi che caldi (magari sopra alla polenta) ma oggi visto anche la stagione, ho pensato di servirla “<em>ripiena</em>”. <span id="more-738"></span>Ho foderato uno stampino con delle fettine precedentemente affettate per poi metterci all&#8217;interno delle verdure marinate. Per prepararle, ho tagliato a “<em>fiammifero</em>&#8221; quest&#8217;ultime per poi metterle in uno scolapasta con del sale. Le verdure già dopo un&#8217;ora, hanno <em>buttato</em> fuori dell&#8217;acqua rimanendo più tenere. Ho riempito gli stampini con le verdure e con l&#8217;aiuto di altre fettine, ho chiuso lo stampo. Al momento del servizio, ho capovolto lo stampo sul piatto e ho guarnito con una salsa molto simile alla mostarda. Per impreziosirlo maggiormente, ho aggiunto in cima una gratuggiata di mele</p>
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		<title>Filetto di manzo in crosta di pasta sfoglia</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 07:28:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[carne]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo è un piatto che sicuramente la gran maggioranza di voi ha già provato. Usato parecchio nelle cerimonie o nei banchetti in genere, non è molto complicato e sicuramente vi farà fare bella figura. Prendo un filetto intero dal peso di circa 2 kg, lo lego come un arrosto in modo da compattare la carne, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-730" title="FILETTO-DI-MANZO-IN-CROSTA" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2009/12/FILETTO-DI-MANZO-IN-CROSTA-460x345.jpg" alt="FILETTO-DI-MANZO-IN-CROSTA" width="460" height="345" /><br />
Questo è un piatto che sicuramente la gran maggioranza di voi ha già provato. Usato parecchio nelle cerimonie o nei banchetti in genere, non è molto complicato e sicuramente vi farà fare bella figura.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-729"></span> Prendo un filetto intero dal peso di circa 2 kg, lo lego come un arrosto in modo da compattare la carne, lo condisco con sale e pepe e lo rosolo totalmente in una padella rovente con pochissimo olio. Lo metto in forno già caldo a 180° per 10 minuti. Una volta tolto, lo lascio raffreddare, lo slego e, nel frattempo, preparo sopra ad una carta da forno, delle fette di speck messe in fila una al fianco dell&#8217; altra  fino a coprire la lunghezza del filetto. Preparo anche della pasta sfoglia, tirata con l&#8217;aiuto di un mattarello che userò più tardi.<br />
A questo punto, spalmo della senape su tutta la superficie della carne che appoggio al centro della fette di speck cercando poi di coprirlo totalmente. Appoggio nuovamente il filetto già ricoperto di speck, al centro della pasta sfoglia, lo chiudo aiutandomi con dell&#8217;uovo sbattuto. Prima di rimetterlo nuovamente in forno, passo ancora dell&#8217;uovo sulla superficie in modo da renderlo dorato a fine cottura. Si rimette nuovamente in forno il filetto   per circa 15- 20 minuti finché la sfoglia sia cotta. La farcia si può ovviamente cambiare in base ai vostri gusti, ad esempio, al posto della senape si può usare un paté che potrebbe essere di funghi, tartufo ecc. ecc.<br />
Servito in un tagliere fa la sua bella figura soprattutto in questo periodo di feste non credete?</p>
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		<title>Sformato di prosciutto cotto tartufato</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 08:34:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[antipasti]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[ricette stagionali]]></category>
		<category><![CDATA[tartufo]]></category>

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		<description><![CDATA[Di ricette a base di tartufo c&#8217;è ne sono tante:  una di queste è lo sformatino di prosciutto cotto tartufato nato &#8220;quasi&#8221; per caso. Di tutti i rappresentanti che vengono nel mio locale uno dei più simpatici è sicuramente Atos. Questa volta però, mi ha fatto &#8220;na capa tanta&#8221; per un prosciutto tartufato. Pur di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-684" title="sformato-di-prosciutto-cotto-tartufato" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2009/11/sformato-di-prosciutto-cotto-tartufato-2-460x345.png" alt="sformato-di-prosciutto-cotto-tartufato" width="460" height="345" /><br />
Di ricette a base di tartufo c&#8217;è ne sono tante:  una di queste è lo sformatino di prosciutto cotto tartufato nato &#8220;<em>quasi</em>&#8221; per caso. Di tutti i rappresentanti che vengono nel mio locale uno dei più simpatici è sicuramente <strong>Atos</strong>. Questa volta però, mi ha fatto &#8220;<em>na capa tanta</em>&#8221; per un prosciutto tartufato. Pur di non sentirlo più, l&#8217;ho comprato promettendogli un piattino ed un abbinamento interessante e, quello che vedete, è il risultato. <span id="more-683"></span><br />
Ho affettato il prosciutto dello stesso spessore di una fetta di pane da toast ed ho dato la stessa forma ad entrambi, con l&#8217;aiuto di un coppapasta. Il pane l&#8217;ho tostato, mentre il prosciutto l&#8217;ho passato in padella su una noce di burro. Il profumo effettivamente è ottimo tanto che mi sono detto: &#8220;<em>vuoi vedere che quel mattacchione di Atos questa volta ha ragione?</em>&#8221; Ho intervallato il prosciutto al pane, mettendo in cima un uovo in camicia in modo che, una volta rotto, il tuorlo coli nello sformato e lo condisca. Naturalmente ho dato una grattatina di tartufo per arricchire ulteriormente il piatto. Penso che Atos possa restare contento&#8230;.no?</p>
<p>note: venerdì 13 novembre, alla <a title="trattoria rosa" href="http://www.trattoriarosa.com/" target="_blank">trattoria Rosa</a>, farò una cena a base di tartufo. Se volete prenotare telefonate allo 0434.80300, il costo è di 37 €.</p>
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		<title>Filetto di manzo ai ferri</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 10:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[manzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Può sembrare un piatto semplicissimo ma credo che non sia proprio così ovvero credo che sia una di quelle pietanze che ha molte varianti e molte scuole di pensiero. Per prima cosa il taglio: io di solito le porzioni che preparo pesano intorno ai 190-200 grammi e lo servo esattamente come lo vedete in foto. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-626" title="filetto-di-manzo-ai-ferri" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2009/07/filetto-di-manzo-ai-ferri-460x345.jpg" alt="filetto-di-manzo-ai-ferri" width="460" height="345" /><br />
Può sembrare un piatto semplicissimo ma credo che non sia proprio così ovvero credo che sia una di quelle pietanze che ha molte varianti e molte scuole di pensiero. Per prima cosa il taglio: io di solito le porzioni che preparo pesano intorno ai 190-200 grammi e lo servo esattamente come lo vedete in foto. Qualcuno lo chiama &#8220;<em>tournedos</em>&#8221; che  effettivamente è la parte centrale del filetto. Questo permette di  avere una cottura più omogenea e precisa.<span id="more-625"></span>Eh si,  la cottura è un altro &#8220;<em>punto dolente</em>&#8221; e voglio spiegarmi meglio: credo di aver istruito centinaia di volte le cameriere, dove ho lavorato sopratutto nell&#8217;ultimo periodo, sulle cotture delle carni in modo da dare, si delle spiegazioni al cliente, ma di fare anche in modo che la carne non rientri in cucina con la solita proposta: <strong>lo voleva più cotto</strong>!! quindi credo di far cosa gradita a quelle sapientone delle ex colleghe spiegando (per l&#8217;ennesima volta) le cotture dei filetti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><em>cottura </em></strong><strong><em>au bleu</em></strong>: scottata in griglia a temperatura molto alta e per poco tempo, al tatto la carne si presenta molle e al centro (cuore) risulta rossa e appena tiepida. La temperatura al cuore dev&#8217;essere di 40°.</li>
<li><strong><em>cottura saignant o al sangue</em></strong>: la cottura dev&#8217;essere leggermente più prolungata, la crosta in superficie è più spessa e al centro la carne è si ancora rossa ma abbastanza calda. La temperatura al cuore è di 50°.</li>
<li><strong><em>Cottura à point</em></strong> o al punto o più comunemente <strong><em>cottura media</em></strong>: la cottura è più lunga ed a temperature più basse. Al taglio la carne si presenta di colore rosa in modo uniforme e naturalmente calda. La temperatura al cuore è di 60°.</li>
<li><strong><em>cottura ben cuit o ben cotta</em></strong>: cottura lunga e a bassa temperatura, al tatto la carne si presenta dura, di color bruno e ben calda. La temperatura al cuore è di 70°. quest&#8217;ultima è la categoria che detesto di più anche perché spesso criticano la qualità della carne senza rendersi conto che è effettivamente una suola.</li>
</ul>
<p>Pensate che alcuni non vogliono nemmeno vedere una traccia &#8220;<em>rosa</em>&#8221; sul filetto!! Alla prossima!</p>
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