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	<title>LucaTrevisan.com &#187; piatti tipici</title>
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	<description>Passione, arte, riflessioni, ricette e non solo.. il blog dello chef Luca Trevisan.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 31 Jan 2012 13:10:04 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Cannolo alla siciliana</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 17:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[piatti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[torte e dolci al cucchiaio]]></category>
		<category><![CDATA[cannolo]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante una sagra paesana, tra i vari chioschi e stand che proponevano vini, ne ho trovato uno della regione Sicilia. Parlando del più e del meno, è uscito un discorso sui cannoli. Mi sono ricordato che diversi anni fa avevo un aiuto cuoco che veniva dalla provincia di Catania che elogiava questi dolci tipici. Ero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-945" title="cannolo-alla-siciliana" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2011/11/cannolo-alla-siciliana.jpg" alt="cannolo-alla-siciliana" width="460" height="345" /></p>
<p style="text-align: justify;">Durante una sagra paesana, tra i vari chioschi e stand che proponevano vini, ne ho trovato uno della regione Sicilia. Parlando del più e del meno, è uscito un discorso sui cannoli. Mi sono ricordato che diversi anni fa avevo un aiuto cuoco che veniva dalla provincia di Catania che elogiava questi dolci tipici. Ero sicuro che mi aveva dato una ricetta ed ero altrettanto sicuro di averla abbinata alla fotografia.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-938"></span> Quindi, dopo aver messo a soqquadro la stanza dei menù, sono riuscito a trovare il tutto ed ora ve lo propongo.</p>
<p>Gli Ingredienti sono: gr. 400 farina “00”; gr. 40 burro; gr. 45 zucchero semolato; gr. 30 pistacchi; gr. 350 ricotta; gr. 160 zucchero al velo; gr. 100 arancio, cedro, zucca di candita; gr. 50 cioccolato fondente; 1 uovo; marsala secco del buon vino secco; strutto per olio per friggere; cannella in polvere; sale</p>
<p style="text-align: justify;">Per il Procedimento della pasta bisogna mescolare la farina con il tuorlo d’uovo, lo zucchero, il burro sciolto, un pizzico di sale del vino oppure del marsala che serve ad ottenere, un impasto morbido e liscio. Coprire l&#8217; impasto con un canovaccio e lasciatelo riposare per due ore. A questo punto, per il ripieno, lavorare molto bene la ricotta  con lo zucchero a velo fino a renderla cremosa; unire poi la frutta candita affettata in piccoli pezzi, il pistacchio tritato piuttosto grosso, il cioccolato fondente fatto a pezzetti e rimescolare il tutto.  Si riprende la pasta e si tira sottile con un matterello, si taglia  in quadrati di 10- 12 cm. Spennellare questi quadrati con albume d’uovo sbattuto ed avvolgeteli su pezzi di canna di bambù tagliati a misura ed accuratamente  sterilizzati ( oppure su equivalenti stampi metallici). In una padella mettere dell’olio con l’aggiunta di qualche pezzetto di strutto e friggeteli ben larghi. Appena dorati e croccanti metterli a colare, lasciateli raffreddare, sfilarli dai tubicini e riempirli con la ricotta. Cospargerli di zucchero vanigliato e di cannella in polvere e servirli.</p>
<p>Un grosso saluto ed un ringraziamento a Marcello!!</p>
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		<title>Masurin al forno</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 15:23:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[piatti tipici]]></category>

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		<description><![CDATA[Il germano reale detto dalle parti nostre “masurin” è un piatto di selvaggina molto apprezzato. Io questa volta lo propongo al forno&#8230; anche se la preparazione è un po&#8217; più lunga. Per prima cosa si mette a marinare la carne (in questo caso tagliata a metà) con del vino rosso, rosmarino, carote, cipolle e sedano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-915" title="MASURIN-IN-TECJA" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2011/05/MASURIN-IN-TECJA.jpg" alt="MASURIN-IN-TECJA" width="460" height="345" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il <a title="germano reale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Germano_reale" target="_blank">germano reale</a> detto dalle parti nostre “masurin” è un piatto di selvaggina molto apprezzato. Io questa volta lo propongo al forno&#8230; anche se la preparazione è un po&#8217; più lunga.<span id="more-914"></span> Per prima cosa si mette a marinare la carne (in questo caso tagliata a metà) con del vino rosso, rosmarino, carote, cipolle e sedano tagliati a pezzi e si lascia in frigo per una notte. Quindi si scola il liquido e si macinano le verdure che useremo per il fondo di cottura mettendole all&#8217;interno di una teglia dove sopra di esse adageremo il masurin. Bagnamo con dell&#8217;altro vino rosso e cuciniamo in forno a bassissima temperatura: 130° per circa 2 ore. Facendo così la carne estrae tutti i suoi succhi. Bisogna stare attenti a non far asciugare il fondo, in quel caso aggiungiamo del brodo  ed una volta tolta la carne frulliamo il fondo stesso ottenendo così la salsa che verseremo sulla carne accompagnando il tutto con dell&#8217;ottima polenta.</p>
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		<title>Zuff (zuppa di zucca)</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 19:16:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[creme zuppe e minestre]]></category>
		<category><![CDATA[mondo vegetariano]]></category>
		<category><![CDATA[piatti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[primi piatti]]></category>
		<category><![CDATA[ricette stagionali]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; una della zuppe tipiche della mia regione (Friuli) e visto che di zucche se ne trovano ancora (io ad esempio in giro vedo tantissimi zucconi&#8230;. sopratutto nei locali) , questa ricetta potrebbe fare al caso vostro. Si trita una cipolla e la si fa soffriggere quindi si aggiungono 400 grammi di polpa di zucca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-872" title="zuff" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2011/02/zuff.jpg" alt="zuff" width="460" height="345" /></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; una della zuppe tipiche della mia regione (Friuli) e visto che di zucche se ne trovano ancora (io ad esempio in giro vedo tantissimi <em>zucconi</em>&#8230;. sopratutto nei locali) , questa ricetta potrebbe fare al caso vostro. Si trita una cipolla e la si fa soffriggere quindi si aggiungono 400 grammi di polpa di zucca precedentemente cotta e setacciata. <span id="more-871"></span>Si amalgama il tutto e si aggiungono mezzo litro d&#8217;acqua e mezzo litro di latte. Si porta il tutto a bollore e si versano assieme, 50 grammi di farina di polenta (possibilmente gialla) e 50 grammi di farina “00”. Si cucina a fuoco lento mescolando di tanto in tanto facendo attenzione a che non si attacchi troppo alla pentola infatti, la farina tende sempre a depositarsi sul fondo. Una volta servita sul piatto, si contrasta il calore dello zuff con il fresco del latte o della panna.</p>
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		<title>Petto di cappone al tartufo nero</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 07:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[piatti tipici]]></category>

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		<description><![CDATA[Il secondo piatto che ho pensato di proporvi per questo Natale, è il petto di Cappone al tartufo nero. In questo caso ho disossato i capponi ottenendo il petto per poi inciderlo nel senso della lunghezza e farcirlo con un paté ricavato dai fegatini con l&#8217;aggiunta di una dadolata sottilissima di tartufo. La ricetta del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-848" title="PETTO-DI-CAPPONE-AL-TARTUFO-NERO-2" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2010/12/PETTO-DI-CAPPONE-AL-TARTUFO-NERO-2.jpg" alt="PETTO-DI-CAPPONE-AL-TARTUFO-NERO-2" width="460" height="345" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo piatto che ho pensato di proporvi per questo Natale, è il petto di Cappone al tartufo nero. In questo caso ho disossato i capponi ottenendo il petto per poi inciderlo nel senso della lunghezza e farcirlo con un paté ricavato dai fegatini con l&#8217;aggiunta di una dadolata sottilissima di tartufo.<span id="more-847"></span> La ricetta del paté la trovate direttamente nel blog ma l&#8217;unica differenza è che non ho aggiunto il burro al fegato, ovvero l&#8217;ho soltanto frullato con il suo fondo di cipolla per poi dopo aggiungerci il tartufo. Una volta farcito il petto, l&#8217;ho arrotolato in una “retina di maiale” per poi inserirlo in un sacchetto da sottovuoto  e cuocerlo in forno. È chiaro che non tutte le casalinghe hanno il sottovuoto quindi&#8230;..passiamo al piano B: si rosola, possibilmente in una padella anti-aderente, il petto facendo attenzione che non si apra e, una volta rosolato si mette al forno ad una temperatura di 175° per circa 20 minuti. Una volta cotto si taglia a pezzi e lo si serve con una grattugiata di tartufo abbinato naturalmente a dei contorni che più desiderate!</p>
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		<title>Moleche fritte</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 15:01:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[antipasti]]></category>
		<category><![CDATA[pesce]]></category>
		<category><![CDATA[piatti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[ricette stagionali]]></category>
		<category><![CDATA[stuzzichini ed entratine]]></category>

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		<description><![CDATA[Una di queste sere, mi è venuto a trovare nel locale Alan, simpaticissimo compagno di lavoro in una indimenticabile trasferta a Torino e Genova. Dopo i vari saluti di rito, ed i vari prosecchi mi dice: Lucchen (solo lui mi chiama così imitando una ragazza straniera conosciuta in quella famosa trasferta) ho &#8220;combinato&#8221; le moleche. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-830" title="MOLECHE" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2010/12/MOLECHE.jpg" alt="MOLECHE" width="460" height="345" /></p>
<p style="text-align: justify;">Una di queste sere, mi è venuto a trovare nel locale Alan, simpaticissimo compagno di lavoro in una indimenticabile <em>trasferta</em> a Torino e Genova. Dopo i vari saluti di rito, ed i vari prosecchi mi dice: <em>Lucchen</em> (solo lui mi chiama così imitando una ragazza straniera conosciuta in quella famosa trasferta) ho &#8220;combinato&#8221; le moleche.<span id="more-829"></span> Quella delle moleche era una cena che si doveva fare ancora questa primavera ma poi, per un motivo o l&#8217;altro è sempre stata rimandata. Nel periodo aprile-maggio e ottobre-novembre questi granchi verdi perdono il loro rivestimento (il carapace) presentandosi teneri e molli. È un piatto rinomato della cucina veneziana e si trovano nella zona della Giudecca o Chioggia. Per la preparazione, ho sbattuto delle uova ed ho immerso, ancora vive, le Moleche (o <em>moeche</em> in dialetto), le ho lasciate ferme un paio d&#8217;ore in modo che queste bevessero l&#8217;uovo, quindi le ho fritte per qualche minuto per poi servirle belle, calde e croccanti. Le ho servite dopo qualche antipasto di pesce accompagnate da qualche buona bottiglia di bianco.</p>
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		<title>Ravioli di patate alle erbe</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 07:12:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[mondo vegetariano]]></category>
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		<description><![CDATA[Aprile e maggio, sono periodi di erbe aromatiche e questa volta ho deciso di preparare un ripieno molto essenziale per dei ravioli fatti con la pasta di patate. Sono andato a raccogliere nelle campagne del mio paesello lo schioppettino e il luppolo ed oltre a fare le classiche frittate, una volta lessati e saltati in padella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-793" title="CJALZONS-ALLE-ERBE" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2010/05/CJALZONS-ALLE-ERBE-460x345.jpg" alt="CJALZONS-ALLE-ERBE" width="460" height="345" /><br />
Aprile e maggio, sono periodi di erbe aromatiche e questa volta ho deciso di preparare un ripieno molto essenziale per dei ravioli fatti con la pasta di patate. Sono andato a raccogliere nelle campagne del mio <em>paesello</em> lo schioppettino e il luppolo ed oltre a fare le classiche frittate, una volta lessati e saltati in padella con un fondo di cipolla, ho deciso di metterli all&#8217;interno del raviolo senza l&#8217;aggiunta di nulla.<span id="more-792"></span> Ho preparato l&#8217;impasto dei ravioli: 500 gr di patate lesse schiacciate con l&#8217;apposito arnese, un uovo intero e 400 gr di farina. Ho impastato il tutto ed ho tirato la pasta con la macchinetta che di generalmente uso per le tagliatelle. Ho inciso con un coppa pasta tondo, ho messo al centro il ripieno  piegando a metà il raviolo e chiudendolo con la punta della forchetta. Ho cotto in acqua bollente salata come un comunissimo <em>gnocco</em> e quando questo è salito in superficie l&#8217;ho scolato direttamente in una padella con del burro fuso. Una grattatina di ricotta affumicata e buon appetito!</p>
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		<title>Frittelle di mele</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 17:45:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno è arrivato carnevale, magari in tono minore rispetto agli altri anni, però la voglia di frittelle non manca mai. Questa è la ricetta delle frittelle di mele. Per la pastella scaldo leggermente un bicchiere scarso di latte: dev&#8217;essere tiepido per poter far sciogliere 8 gr di lievito di birra quindi, monto 2 uova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-753" title="FRITTELLE-DI-MELE" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2010/02/FRITTELLE-DI-MELE-460x345.jpg" alt="FRITTELLE-DI-MELE" width="460" height="345" /><br />
Anche quest&#8217;anno è arrivato carnevale, magari in tono minore rispetto agli altri anni, però la voglia di frittelle non manca mai. Questa è la ricetta delle frittelle di mele.<span id="more-752"></span> Per la pastella scaldo leggermente un bicchiere scarso di latte: dev&#8217;essere tiepido per poter far sciogliere 8 gr di lievito di birra quindi, monto 2 uova con 220 gr di zucchero, unisco 180 gr di farina “00” setacciata, un pizzico di vaniglia (facoltativa) poi  il latte con il lievito sciolto e qualche goccia di rum; amalgamo bene il tutto e faccio riposare per un paio d&#8217;ore. Inizio a pelare le mele, levo il torsolo interno con il classico <em>scavino</em> e le taglio a fette dallo spessore di mezzo centimetro. Le passo nell&#8217;impasto e poi le friggo cercando di gestire bene la temperatura dell&#8217;olio. Una volta cotte le adagio su della carta assorbente e le spolvero con dello zucchero a velo. Servite tiepide (se avanzano!) sono spettacolari. In trattoria, per dare un tocco in più ho tagliato a listarelle le bucce ed ho fritto anche quelle. Un alternativa interessante possono essere le mele tagliate a cubetti, unite all&#8217;impasto formando quindi delle frittelle rotonde versando, con un cucchiaio, l&#8217;impasto nell&#8217;olio!</p>
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		<title>Pitina ripiena di verdure marinate</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 12:05:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[antipasti]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[piatti freddi]]></category>
		<category><![CDATA[piatti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[pitina]]></category>

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		<description><![CDATA[La pitina, è un salume a base di carni ovine, caratteristico della Val Tramontina nella provincia di Pordenone. Si può preparare in molti sistemi, sia freddi che caldi (magari sopra alla polenta) ma oggi visto anche la stagione, ho pensato di servirla “ripiena”. Ho foderato uno stampino con delle fettine precedentemente affettate per poi metterci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-739" title="PITINA-RIPIENA-ALLE-VERDURE-MARINATE" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2010/01/PITINA-RIPIENA-ALLE-VERDURE-MARINATE-460x345.jpg" alt="PITINA-RIPIENA-ALLE-VERDURE-MARINATE" width="460" height="345" /><br />
La pitina, è un salume a base di carni ovine, caratteristico della <a title="Val Tramontina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Val_Tramontina" target="_blank">Val Tramontina</a> nella provincia di Pordenone. Si può preparare in molti sistemi, sia freddi che caldi (magari sopra alla polenta) ma oggi visto anche la stagione, ho pensato di servirla “<em>ripiena</em>”. <span id="more-738"></span>Ho foderato uno stampino con delle fettine precedentemente affettate per poi metterci all&#8217;interno delle verdure marinate. Per prepararle, ho tagliato a “<em>fiammifero</em>&#8221; quest&#8217;ultime per poi metterle in uno scolapasta con del sale. Le verdure già dopo un&#8217;ora, hanno <em>buttato</em> fuori dell&#8217;acqua rimanendo più tenere. Ho riempito gli stampini con le verdure e con l&#8217;aiuto di altre fettine, ho chiuso lo stampo. Al momento del servizio, ho capovolto lo stampo sul piatto e ho guarnito con una salsa molto simile alla mostarda. Per impreziosirlo maggiormente, ho aggiunto in cima una gratuggiata di mele</p>
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		<title>Biscotti di polenta</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 16:38:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[torte e dolci al cucchiaio]]></category>
		<category><![CDATA[biscotti]]></category>
		<category><![CDATA[polenta]]></category>

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		<description><![CDATA[Eh si.. avevo promesso alle bambine di fare dei biscotti per ringraziarle per il “lavoretto” fatto sull&#8217;Inter qualche tempo fa. Visto che ogni promessa è debito, ho fatto, e naturalmente fotografato, questi biscotti di polenta. La ricetta non è difficile: unisco, 400 gr. di burro possibilmente morbido, 300 gr. di zucchero, 3 uova, un pizzico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-708" title="biscotti-di-polenta" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2009/12/BISCOTTI-DI-POLENTA-460x345.jpg" alt="biscotti-di-polenta" width="460" height="345" /><br />
Eh si.. avevo promesso alle bambine di fare dei biscotti per ringraziarle per il “<em>lavoretto</em>” fatto sull&#8217;Inter qualche tempo fa. Visto che ogni promessa è debito, ho fatto, e naturalmente fotografato, questi biscotti di polenta. <span id="more-707"></span> La ricetta non è difficile: unisco, 400 gr. di burro possibilmente morbido, 300 gr. di zucchero, 3 uova, un pizzico di vanillina, 20 gr. di miele e 50 gr di uvetta. Se quest&#8217;ultima non vi piace, potete anche non metterla, oppure sostituirla con delle gocce di cioccolato. Una volta che il tutto si è amalgamato bene, aggiungo 500 gr. di farina “00” assieme a 300 gr. di farina di polenta (per un bel effetto, è meglio quella gialla). Mescolo con forza l&#8217;impasto e inizio a dare la forma desiderata ai biscotti. Nel mio forno, a  casa, li ho cotti per 15 minuti a 180° ma, se avete il forno ventilato, potete anche accorciare il tempo di un paio di minuti. Sono convinto che finiranno presto!</p>
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		<title>Gnocchi di zucca</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 10:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[mondo vegetariano]]></category>
		<category><![CDATA[piatti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[primi piatti]]></category>
		<category><![CDATA[ricette stagionali]]></category>
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		<description><![CDATA[Ma come può mancare un primo piatto così classico dell&#8217;autunno? Alla Trattoria Rosa ho composto un menù dedicato alla zucca e naturalmente non potevano mancare i gnocchi. Quindi, eccovi questa ricetta arricchita da una spadellata di funghi finferli (di solito i gnocchi di zucca sono quasi sempre presentati con burro fuso e ricotta affumicata) ed una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-688" title="gnocchi-di-zucca" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2009/11/gnocchi-di-zucca-460x345.png" alt="gnocchi-di-zucca" width="460" height="345" /><br />
Ma come può mancare un primo piatto così classico dell&#8217;autunno? Alla <a title="Trattoria Rosa website" href="http://www.trattoriarosa.com/" target="_blank">Trattoria Rosa</a> ho composto un menù dedicato alla zucca e naturalmente non potevano mancare i gnocchi.<br />
Quindi, eccovi questa ricetta arricchita da una spadellata di funghi <em>finferli</em> (di solito i gnocchi di zucca sono quasi sempre presentati con burro fuso e ricotta affumicata) ed una julienne di salvia.<span id="more-687"></span><br />
Taglio a metà per il senso della lunghezza le zucche e, una volta private dei semi, le inforno ad una temperatura di circa 150° per circa un&#8217;ora, un&#8217;ora ed un quarto. La cottura si controlla con uno spiedino e  quando questo penetra senza problemi significa che la zucca e pronta. Una volta tolta la scorza passo la polpa al <em>kutter</em> (non è nient&#8217;altro che un frullatore); la lascio raffreddare e quindi dopo averne pesato circa un chilo, amalgamo sui 200 gr di farina, un uovo intero ed un rosso, un pizzico di sale e, a piacere della noce moscata. Il composto risulterà semi duro. Se il composto risulta morbido, aggiungere ancora farina, lì, vedete voi.<br />
Ora, con l&#8217;aiuto di due cucchiai, preparo delle <em>quenelle</em>, le lascio cadere in acqua ed una volta salite in superficie, le adagio nei piatti di portata aggiungendo i funghi. Buon appetito!</p>
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