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	<title>LucaTrevisan.com &#187; piatti tipici</title>
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	<description>Passione, arte, riflessioni, ricette e non solo.. il blog dello chef Luca Trevisan.</description>
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		<title>Ravioli di patate alle erbe</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 07:12:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Aprile e maggio, sono periodi di erbe aromatiche e questa volta ho deciso di preparare un ripieno molto essenziale per dei ravioli fatti con la pasta di patate. Sono andato a raccogliere nelle campagne del mio paesello lo schioppettino e il luppolo ed oltre a fare le classiche frittate, una volta lessati e saltati in padella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-793" title="CJALZONS-ALLE-ERBE" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2010/05/CJALZONS-ALLE-ERBE-460x345.jpg" alt="CJALZONS-ALLE-ERBE" width="460" height="345" /><br />
Aprile e maggio, sono periodi di erbe aromatiche e questa volta ho deciso di preparare un ripieno molto essenziale per dei ravioli fatti con la pasta di patate. Sono andato a raccogliere nelle campagne del mio <em>paesello</em> lo schioppettino e il luppolo ed oltre a fare le classiche frittate, una volta lessati e saltati in padella con un fondo di cipolla, ho deciso di metterli all&#8217;interno del raviolo senza l&#8217;aggiunta di nulla.<span id="more-792"></span> Ho preparato l&#8217;impasto dei ravioli: 500 gr di patate lesse schiacciate con l&#8217;apposito arnese, un uovo intero e 400 gr di farina. Ho impastato il tutto ed ho tirato la pasta con la macchinetta che di generalmente uso per le tagliatelle. Ho inciso con un coppa pasta tondo, ho messo al centro il ripieno  piegando a metà il raviolo e chiudendolo con la punta della forchetta. Ho cotto in acqua bollente salata come un comunissimo <em>gnocco</em> e quando questo è salito in superficie l&#8217;ho scolato direttamente in una padella con del burro fuso. Una grattatina di ricotta affumicata e buon appetito!</p>
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		<title>Frittelle di mele</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 17:45:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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Anche quest&#8217;anno è arrivato carnevale, magari in tono minore rispetto agli altri anni, però la voglia di frittelle non manca mai. Questa è la ricetta delle frittelle di mele. Per la pastella scaldo leggermente un bicchiere scarso di latte: dev&#8217;essere tiepido per poter far sciogliere 8 gr di lievito di birra quindi, monto 2 uova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-753" title="FRITTELLE-DI-MELE" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2010/02/FRITTELLE-DI-MELE-460x345.jpg" alt="FRITTELLE-DI-MELE" width="460" height="345" /><br />
Anche quest&#8217;anno è arrivato carnevale, magari in tono minore rispetto agli altri anni, però la voglia di frittelle non manca mai. Questa è la ricetta delle frittelle di mele.<span id="more-752"></span> Per la pastella scaldo leggermente un bicchiere scarso di latte: dev&#8217;essere tiepido per poter far sciogliere 8 gr di lievito di birra quindi, monto 2 uova con 220 gr di zucchero, unisco 180 gr di farina “00” setacciata, un pizzico di vaniglia (facoltativa) poi  il latte con il lievito sciolto e qualche goccia di rum; amalgamo bene il tutto e faccio riposare per un paio d&#8217;ore. Inizio a pelare le mele, levo il torsolo interno con il classico <em>scavino</em> e le taglio a fette dallo spessore di mezzo centimetro. Le passo nell&#8217;impasto e poi le friggo cercando di gestire bene la temperatura dell&#8217;olio. Una volta cotte le adagio su della carta assorbente e le spolvero con dello zucchero a velo. Servite tiepide (se avanzano!) sono spettacolari. In trattoria, per dare un tocco in più ho tagliato a listarelle le bucce ed ho fritto anche quelle. Un alternativa interessante possono essere le mele tagliate a cubetti, unite all&#8217;impasto formando quindi delle frittelle rotonde versando, con un cucchiaio, l&#8217;impasto nell&#8217;olio!</p>
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		<title>Pitina ripiena di verdure marinate</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 12:05:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[antipasti]]></category>
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		<description><![CDATA[
La pitina, è un salume a base di carni ovine, caratteristico della Val Tramontina nella provincia di Pordenone. Si può preparare in molti sistemi, sia freddi che caldi (magari sopra alla polenta) ma oggi visto anche la stagione, ho pensato di servirla “ripiena”. Ho foderato uno stampino con delle fettine precedentemente affettate per poi metterci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-739" title="PITINA-RIPIENA-ALLE-VERDURE-MARINATE" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2010/01/PITINA-RIPIENA-ALLE-VERDURE-MARINATE-460x345.jpg" alt="PITINA-RIPIENA-ALLE-VERDURE-MARINATE" width="460" height="345" /><br />
La pitina, è un salume a base di carni ovine, caratteristico della <a title="Val Tramontina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Val_Tramontina" target="_blank">Val Tramontina</a> nella provincia di Pordenone. Si può preparare in molti sistemi, sia freddi che caldi (magari sopra alla polenta) ma oggi visto anche la stagione, ho pensato di servirla “<em>ripiena</em>”. <span id="more-738"></span>Ho foderato uno stampino con delle fettine precedentemente affettate per poi metterci all&#8217;interno delle verdure marinate. Per prepararle, ho tagliato a “<em>fiammifero</em>&#8221; quest&#8217;ultime per poi metterle in uno scolapasta con del sale. Le verdure già dopo un&#8217;ora, hanno <em>buttato</em> fuori dell&#8217;acqua rimanendo più tenere. Ho riempito gli stampini con le verdure e con l&#8217;aiuto di altre fettine, ho chiuso lo stampo. Al momento del servizio, ho capovolto lo stampo sul piatto e ho guarnito con una salsa molto simile alla mostarda. Per impreziosirlo maggiormente, ho aggiunto in cima una gratuggiata di mele</p>
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		<title>Biscotti di polenta</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 16:38:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Eh si.. avevo promesso alle bambine di fare dei biscotti per ringraziarle per il “lavoretto” fatto sull&#8217;Inter qualche tempo fa. Visto che ogni promessa è debito, ho fatto, e naturalmente fotografato, questi biscotti di polenta.  La ricetta non è difficile: unisco, 400 gr. di burro possibilmente morbido, 300 gr. di zucchero, 3 uova, un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-708" title="biscotti-di-polenta" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2009/12/BISCOTTI-DI-POLENTA-460x345.jpg" alt="biscotti-di-polenta" width="460" height="345" /><br />
Eh si.. avevo promesso alle bambine di fare dei biscotti per ringraziarle per il “<em>lavoretto</em>” fatto sull&#8217;Inter qualche tempo fa. Visto che ogni promessa è debito, ho fatto, e naturalmente fotografato, questi biscotti di polenta. <span id="more-707"></span> La ricetta non è difficile: unisco, 400 gr. di burro possibilmente morbido, 300 gr. di zucchero, 3 uova, un pizzico di vanillina, 20 gr. di miele e 50 gr di uvetta. Se quest&#8217;ultima non vi piace, potete anche non metterla, oppure sostituirla con delle gocce di cioccolato. Una volta che il tutto si è amalgamato bene, aggiungo 500 gr. di farina “00” assieme a 300 gr. di farina di polenta (per un bel effetto, è meglio quella gialla). Mescolo con forza l&#8217;impasto e inizio a dare la forma desiderata ai biscotti. Nel mio forno, a  casa, li ho cotti per 15 minuti a 180° ma, se avete il forno ventilato, potete anche accorciare il tempo di un paio di minuti. Sono convinto che finiranno presto!</p>
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		<title>Gnocchi di zucca</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 10:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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Ma come può mancare un primo piatto così classico dell&#8217;autunno? Alla Trattoria Rosa ho composto un menù dedicato alla zucca e naturalmente non potevano mancare i gnocchi.
Quindi, eccovi questa ricetta arricchita da una spadellata di funghi finferli (di solito i gnocchi di zucca sono quasi sempre presentati con burro fuso e ricotta affumicata) ed una julienne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-688" title="gnocchi-di-zucca" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2009/11/gnocchi-di-zucca-460x345.png" alt="gnocchi-di-zucca" width="460" height="345" /><br />
Ma come può mancare un primo piatto così classico dell&#8217;autunno? Alla <a title="Trattoria Rosa website" href="http://www.trattoriarosa.com/" target="_blank">Trattoria Rosa</a> ho composto un menù dedicato alla zucca e naturalmente non potevano mancare i gnocchi.<br />
Quindi, eccovi questa ricetta arricchita da una spadellata di funghi <em>finferli</em> (di solito i gnocchi di zucca sono quasi sempre presentati con burro fuso e ricotta affumicata) ed una julienne di salvia.<span id="more-687"></span><br />
Taglio a metà per il senso della lunghezza le zucche e, una volta private dei semi, le inforno ad una temperatura di circa 150° per circa un&#8217;ora, un&#8217;ora ed un quarto. La cottura si controlla con uno spiedino e  quando questo penetra senza problemi significa che la zucca e pronta. Una volta tolta la scorza passo la polpa al <em>kutter</em> (non è nient&#8217;altro che un frullatore); la lascio raffreddare e quindi dopo averne pesato circa un chilo, amalgamo sui 200 gr di farina, un uovo intero ed un rosso, un pizzico di sale e, a piacere della noce moscata. Il composto risulterà semi duro. Se il composto risulta morbido, aggiungere ancora farina, lì, vedete voi.<br />
Ora, con l&#8217;aiuto di due cucchiai, preparo delle <em>quenelle</em>, le lascio cadere in acqua ed una volta salite in superficie, le adagio nei piatti di portata aggiungendo i funghi. Buon appetito!</p>
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		<title>Pesto alla genovese</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 06:36:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ricette di base]]></category>
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		<description><![CDATA[
Dopo l&#8217;apertura del nuovo locale &#8220;Trattoria Rosa&#8221; a San Vito al Tagliamento (PN) è giusto e doveroso rituffarsi nel blog che ho un po&#8217; trascurato. Passando dai miei, ho visto le meraviglie dell&#8217;orto e mi sono trovato vicino alla pianta del basilico. Naturalmente i ricordi mi hanno portato in un locale ligure dove ho lavorato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-622" title="pesto alla genovese" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2009/07/pesto-460x384.jpg" alt="pesto alla genovese" width="460" height="384" /><br />
Dopo l&#8217;apertura del nuovo locale &#8220;<em><a title="trattoria rosa" href="http://www.trattoriarosa.com/" target="_blank">Trattoria Rosa</a></em>&#8221; a San Vito al Tagliamento (PN) è giusto e doveroso rituffarsi nel blog che ho un po&#8217; trascurato. Passando dai miei, ho visto le meraviglie dell&#8217;orto e mi sono trovato vicino alla pianta del basilico. Naturalmente i ricordi mi hanno portato in un locale ligure dove ho lavorato tanti anni fa e la cosa che ricordo più volentieri sono le mangiate di <em>trofie</em> con il pesto. Io lo preferisco anche con le lasagne, magari accompagnato con dei fagiolini e delle patate lesse come fanno a Lerici splendida cittadina situata in una delle più belle insenature della riviera ligure di levante&#8230;&#8230;a voi la scelta sull&#8217;utilizzo. Io preparo la salsa anzi il pesto! <span id="more-621"></span><br />
La ricetta originale, prevede che gli ingredienti vengano pestati in un mortaio con un pestello di legno quindi: verso nel mortaio 6 mazzetti di foglie di basilico assieme a 3 spicchi d&#8217;aglio e a 3 cucchiaini di pinoli. Si schiaccia per un po&#8217;, e si aggiungono 3 cucchiai di parmigiano e 5 di pecorino e alla fine, un bicchiere e mezzo di olio extra vergine d&#8217;oliva. Si schiaccia nuovamente fino ad ottenere un composto omogeneo ma&#8230;al giorno d&#8217;oggi, ci sono&#8230;. i frullatori!!!!! sicuramente si guadagna un sacco di tempo, l&#8217;importante, è aggiungere subito dell&#8217;olio al basilico, all&#8217;aglio, e ai pinoli. Io aggiungo anche 2-3 cubetti di ghiaccio, questo mi permette di lasciar le foglie belle verdi ma, un&#8217;altra alternativa interessante può essere quella di sbollentare prima le foglie di basilico, raffreddarle in acqua e ghiaccio e poi lavorarle. Credo che preparare il pesto in casa è sicuramente più economico e qualitativamente superiore ai prodotti che troviamo al supermercato e non è nemmeno difficile! Un consiglio: preparate il pesto in una bacinella e versateci direttamente la pasta all&#8217;interno. Facendo così eviterete che il pesto diventi scuro! Fatemi sapere&#8230;</p>
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		<title>Gazpacho</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 07:01:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[creme zuppe e minestre]]></category>
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Come dicevo all&#8217;amico e socio Alessandro, il Gazpacho è una zuppa fredda fatta a base di verdure di origine spagnola. Io la preparo in diversi sistemi e modi ma questo, molto carino e interessante, è stato preparato durante una degustazione nel locale del Benny. 
Io non voglio insegnare nulla agli spagnoli e spero di non far [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-580" title="gazpacho" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2009/06/gazpacho-459x345.jpg" alt="gazpacho" width="459" height="345" /><br />
Come dicevo all&#8217;amico e socio <strong>Alessandro</strong>, il <a title="Gazpacho" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gazpacho" target="_blank">Gazpacho</a> è una zuppa fredda fatta a base di verdure di origine spagnola. Io la preparo in diversi sistemi e modi ma questo, molto carino e interessante, è stato preparato durante una degustazione nel locale del <strong>Benny</strong>. <span id="more-579"></span><br />
Io non voglio insegnare nulla agli spagnoli e spero di non far brutta figura spiegando il &#8220;<em>mio gazpacho</em>&#8221; come dicevo, la zuppa è a base di verdure e quest&#8217;ultime sono : pomodori maturi senza semi e senza buccia, sedano, cipolla, peperoni rossi e gialli preferibilmente pelati, qualche spicchio d&#8217;aglio ed io ho aggiunto un cetriolo pelato e privato dai semi. Il tutto l&#8217;ho tagliato e versato a crudo in un frullatore. Anche in questo caso le dosi possono essere soggettive, io amo i peperoni e quindi ne ho messo qualcuno in più come ad esempio a qualcuno non può piacere la cipolla e quindi ne mette poca ecc. ecc. Ho filtrato la zuppa in un colino onde evitare qualche residuo di buccia che potrebbe essere &#8220;antipatica &#8221; al palato e l&#8217;ho servito in una tazza da cappuccino. Per impreziosire la pietanza, ho preparato uno spiedino di pesce fritto. Buonissimo e rinfrescante&#8230; potrebbe essere una buona idea per l&#8217;estate!</p>
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		<title>Cous Cous</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 07:28:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
É un piatto tipico della cucina araba e nord africana ed ha molte varianti. Quella che io preferisco è questa che ho preparato a base di verdure, si potrebbe quasi definire un cous cous alla mediterranea. L&#8217;ho preparato per un &#8220;ritrovo&#8221; e un saluto per la fine dell&#8217;anno scolastico e dovendo portare qualcosa di &#8220;freddo&#8220;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-572" title="cous-cous-alle-verdure" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2009/06/cous-cous-alle-verdure-459x345.jpg" alt="cous-cous-alle-verdure" width="459" height="345" /><br />
É un <a title="cous cous" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cous_cous" target="_blank">piatto tipico</a> della cucina araba e nord africana ed ha molte varianti. Quella che io preferisco è questa che ho preparato a base di verdure, si potrebbe quasi definire un <em>cous cous alla mediterranea</em>. L&#8217;ho preparato per un &#8220;ritrovo&#8221; e un saluto per la fine dell&#8217;anno scolastico e dovendo portare qualcosa di &#8220;<em>freddo</em>&#8220;, come alternativa all&#8217;insalata di riso ho pensato a questa pietanza.<span id="more-571"></span> La preparazione del cous cous è molto semplice, ed è simile a quella del riso pilaff : ovvero preparo una pentola, verso il cous cous e la ricopro con del brodo vegetale. Il cous cous si gonfia in poco tempo e di conseguenza è cotto assorbendo in questo caso tutto il profumo che il brodo vegetale lascia. Ora, una volta fatto raffreddare viene sgranato con le mani e condito. Io, in questo caso ho aggiunto del pesto alla genovese (ricetta che metterò in seguito) ed una dadolata finissima di peperoni rossi e gialli, zucchine e olive nere e verdi per dare un tocco di colore. Le dosi sinceramente non le so&#8230;. nel senso che tutte le verdure le ho messe in base anche ai miei gusti. Se si vuole più basilico, basta aggiungere un po&#8217; più di pesto ecc. ecc. le verdure, parlo di peperoni e zucchine, una volta tagliate a dadini, le ho marinate mettendole in uno scolapasta con del sale fino in modo che quest&#8217;ultimo faccia uscire l&#8217;acqua in eccesso delle verdure stesse. Facendo così, le verdure rimangono crude si, ma allo stesso tempo più morbide e digeribili. Credo sia piaciuto a tutti gli invitati..</p>
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		<title>Spaghetti al pomodoro!</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 07:52:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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Di solito, si dice che per collaudare la bravura di un cuoco, non serva fargli fare dei piatti stravaganti o particolarissimi, ma metterlo alla prova su una pietanza semplice. Per questo primo piatto non serve dire tante cose, d&#8217;altronde, lo conosce il mondo intero. 
Il motivo per cui ho scelto di proporre gli spaghetti al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-560" title="spaghetti-al-pomodoro" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2009/06/spaghetti-al-pomodoro-459x345.jpg" alt="spaghetti-al-pomodoro" width="459" height="345" /><br />
Di solito, si dice che per collaudare la bravura di un cuoco, non serva fargli fare dei piatti stravaganti o particolarissimi, ma metterlo alla prova su una pietanza semplice. Per questo primo piatto non serve dire tante cose, d&#8217;altronde, lo conosce il mondo intero. <span id="more-559"></span><br />
Il motivo per cui ho scelto di proporre gli spaghetti al pomodoro è semplicissimo. Dopo la partitella del lunedì, ci siamo ritrovati nel solito localino da pastasciutte con una sorpresa: chiusi per ferie.<br />
Dalla bocca del buon Paolo sono uscite delle parole che hanno fatto felice gli altri 4 componenti della squadra di calcetto: <strong>dai Luca, facci du spaghi</strong>! Il buon Paolo, sapeva che ero single per 3 giorni, quindi (è proprio il caso di dire) ha colto la palla al balzo. Naturalmente, quando si tratta di mangiare a <em>scrocco</em>, nessuno si è tirato indietro tranne il sottoscritto ma&#8230;..4 contro uno&#8230;<br />
Il motivo non era tanto far da mangiare ma poi pulire il tutto visto che la napoletana verace sarebbe ritornata il giorno seguente. Comunque ho preso la mia bella pentola da comitive, l&#8217;ho riempita d&#8217;acqua, ho aggiunto del sale grosso e l&#8217;ho messa sul gas. Mentre aspettavo il bollore, ho preparato la salsa: dell&#8217;olio extra vergine d&#8217;oliva in una padella molto capiente, 4 spicchi d&#8217;aglio che ho tolto dopo averli rosolati, quindi ho aggiunto dei pomodori tagliati a cubetti. Io di solito uso (quando ho la fortuna di averli) i pomodorini <strong>vesuviani</strong>, hanno un gusto eccezionale, ma in assenza mi trovo molto bene con la qualità <strong>piccadilly</strong>. Ho aggiunto della salsa che avevo in un vaso per allungare il sughetto. Se vi dovesse mancare, potreste frullare un paio di pomodori freschi. Ho aggiustato di sapore, quindi ho scolato gli spaghetti molto al dente in modo di cuocerli altri 2 o 3 minuti assieme alla salsa. Avendo in casa delle piantine di basilico, ho deciso che era giunto il momento della potatura, quindi&#8230;olè. Tagliate finemente le foglie, messe in padella giusto un minuto prima di servire gli spaghi. Per una buona porzione si va dagli 80 ai 100 grammi anche se noi ne abbiamo messi di più. Se devo essere sincero, gli amici mi hanno dato una mano a metter via tutto, ma, tra la  piantina del basilico che sembrava un opera del surrealismo, e l&#8217;odore d&#8217;aglio sulle tende, sono stato &#8220;scoperto&#8221; lo stesso da mia moglie!</p>
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		<title>Pizza di maccheroni</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 18:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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La settimana scorsa vi ho parlato del &#8220;casatiello&#8220;, un piatto unico, ideale anche per un pic-nic, per un pranzo al sacco o per una gita fuori porta. Visto che ci stiamo avvicinando al 25 Aprile, giorno di San Marco e quasi sinonimo di &#8220;scampagnata&#8220;, ecco un&#8217;altro piatto che può interessarvi per questa occasione: la &#8220;pizza&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-475" title="pizza-di-maccheroni" src="http://www.lucatrevisan.com/wp-content/uploads/2009/04/pizza-di-maccheroni-459x345.jpg" alt="pizza-di-maccheroni" width="459" height="345" /><br />
La settimana scorsa vi ho parlato del &#8220;<a title="casatiello" href="http://www.lucatrevisan.com/piatti-tipici/casatiello/" target="_blank"><em>casatiello</em></a>&#8220;, un piatto unico, ideale anche per un pic-nic, per un pranzo al sacco o per una gita fuori porta. Visto che ci stiamo avvicinando al 25 Aprile, giorno di San Marco e quasi sinonimo di &#8220;<em>scampagnata</em>&#8220;, ecco un&#8217;altro piatto che può interessarvi per questa occasione:<strong> la &#8220;pizza&#8221; o &#8220;frittata&#8221; di maccheroni</strong>. <span id="more-474"></span>Dico subito che si possono usare diversi tipi di pasta ed io in questo caso ho usato gli spaghetti perché secondo me restano più compatti. Li cucino normalmente e nel frattempo preparo della pancetta affumicata a cubetti soffriggendola. È chiaro che se avete qualche piccolo scarto di salume, potete usarlo, sicuramente renderà la &#8220;pizza&#8221; più saporita. Una volta che scolo la pasta, amalgamo la pancetta e condisco il tutto con delle uova precedentemente sbattute (calcolo circa 5 uova per mezzo kg di pasta) quindi verso la pasta stessa in una padella antiaderente in modo che diventi una specie di frittata. Lascio che si formi una crosticina per poi capovolgerla e ripetere l&#8217;operazione di doratura. Una volta rosolata da ambo le parti, la metto in un piatto di portata ed una volta fredda, la taglio a spicchi come una pizza. Anche questo come il &#8220;<em>casatiello</em>&#8220;, è un piatto unico e molto sostanzioso. Buon appetito e buon divertimento!</p>
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