Salve e benvenuti nel mio sito di cucina.

Per prima cosa, è bene che mi presenti: ho cominciato a frequentare la scuola alberghiera Ial di Aviano dal settembre del lontano 1987; una volta conclusi gli studi, ho iniziato a girare in lungo ed in largo per il Belpaese (il mio lavoro è bello anche per questo), facendo della sana gavetta.
E’ sicuramente un lavoro che richiede sacrificio, come mio padre mi ha sempre detto (magari cercando di farmi cambiare idea sulle scelte professionali): ma la passione mi ha portato avanti su questa strada, ripagandomi con grandi soddisfazioni personali.
Ho la fortuna di avere una bella famiglia: mia moglie, Brigida, che ho conosciuto durante una stagione invernale, è molto comprensiva riguardo al mio lavoro e all’impegno che richiede, anche se vi consiglio di non dirle mai di essere fortunata ad avere un marito cuoco! Potreste ricevere contumelie in napoletano stretto. Non è il caso.
Il fatto è che forse tutti pensano che i cuochi si mettano ai fornelli anche a casa. Nel mio caso non è proprio così, e in realtà capita raramente che io cucini tra le pareti domestiche. Mi sento un po’ come il calzolaio, che si dice vada in giro con le scarpe rotte. A volte, tuttavia, mi diverto a preparare qualche cenetta a casa di amici: di solito capita che ci troviamo circa in 10-15 persone (tutti maschi!), ma sono arrivato a spadellare anche per una ventina di persone. Preparo cene a base di selvaggina o di verdure; in primavera ci siamo concentrati sugli asparagi e, l’ultima, il mese scorso, ho lavorato diverse qualità di funghi.
Nelle poche ore pomeridiane libere, vado a fare qualche giretto con il mio vespone, gioco con le mie figlie Giulia ed Ilaria, sperando sempre che non tirino fuori le Barbie. Anche quelle, dopo un po’… oppure do un’occhiata a quello che fanno le mie squadre del cuore. Ebbene sì, sono un amante del calcio, tifoso nerazzurro e simpatizzante bianconero. Ovviamente il nerazzurro è quello dell’ Inter, ed il bianconero è quello dell’unica squadra della mia regione che milita nella massima serie: l’Udinese.
La squadra friulana è per me come una gran bella figliola cui si perdona quasi tutto, mentre per la Beneamata, che vi devo dire? mi reputo un tifoso classico: spalle larghe, testa bassa (anche se ultimamente l’abbiamo rialzata alla stragrande) e soprattutto molta fede. Quasi mai mi lamento, ma spesso soffro…..c***o se soffro!!
Dopo aver parlato un po’ di me, non mi resta che augurarvi una buona lettura e visione, un buon divertimento e, perché no? anche “buon appetito”!
Ciao, e a presto!

Luca