Jota

Eccoci entrati nella settimana più fredda dell’anno (sarebbe ora!) visto che qui in Friuli ha piovuto tantissimo, temperature intorno ai 10 gradi, di conseguenza tantissima umidità, di conseguenza tantissimo “mal di ossa” e di conseguenza tantissima voglia di zuppa e minestre. Avrete capito che questo tempo ha causato diverse conseguenze….

Quella che vi propongo questa settimana, è la Jota. É una zuppa tipica e caratteristica della bellissima città di Trieste ma è conosciuta anche in Friuli e nella vicina Slovenia. Fondamentalmente è una zuppa di fagioli con l’aggiunta di “capuzi garbi”, (così li chiamano i triestini) ovvero cavoli cappucci fatti fermentare ed inacidire nel sale. In tutto il resto del Bel Paese, questi sono conosciuti come Crauti. Si prepara un fondo tagliato grossolano con 2 carote, una cipolla e 3 coste di sedano, e si fanno stufare assieme a 4 patate di media grandezza. Si aggiungono 300 grammi di borlotti messi a bagno la sera prima, e si bagna con del brodo per cuocere la zuppa. A parte, in un fondo d’aglio tritato, si cucinano un kg di questi “capuzi garbi” assieme a della carne di maiale affumicata (dalle costicine alla salsiccia). Una volta pronta la zuppa, se ne macina metà al passa verdure, in modo che il tutto risulti più denso, si uniscono i capuzi, e si mescola il tutto in modo che si insaporisca bene. Ecco pronta la Jota da servire a tavola. A me piace, come in tutte le zuppe, una grattata di pepe macinato ed un filo d’olio d’extra vergine d’oliva. Dietetica? Mmm……però davvero gustosa!

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