creme zuppe e minestre, piatti tipici, primi piatti
2 CommentiSoppa coada (Zuppa coada)

Questa è una zuppa (di carne) che va molto nelle zone del trevigiano. La adoro forse perchè oltre ad essere molto profumata, ha, nei suoi ingredienti anche la cannella ed io per la cannella…………….
Effettivamente spiegarla non è molto semplice. Parto subito dicendo che la parte liquida è data da un buon brodo. La parte solida, invece, non è nient’altro che una specie di lasagna con delle varianti: al posto della pasta, uso delle fette di pane. Preparo della besciamella dove aggiungo della carne cotta a mò di spezzato quindi in umido. La carne dovrebbe essere di piccione ma per le varianti vedete un po’ voi anche se avete qualche piccolo scarto va bene lo stesso. Si preparano due strati: pane, besciamella, carne in umido sminuzzata, e cannella in polvere. Si ripete l’operazione, quindi si mette a cuocere in forno come una vera e propria lasagna. Una volta gratinata si taglia la porzione, si mette nel piatto e si bagna con del brodo bollente. A piacere sipuò mettere del formaggio grattugiato tra uno strato e l’altro. Buon appetito
Il fatto che ti chiami Trevisan è fuorviante, perchè porta a pensare che tu conosca meglio di tutte le ricette trevigiane…
Se vuoi diffondere una ricetta che porta un nome caratteristico e storico, devi anche rispettare la ricetta originale, senza arricchimenti o storpiamenti…
E’ una ricetta del ’500, se ognuno ci avesse messo del suo nel modificarla e poi tramandarla, ai giorni nostri sarebbe simile ai bucatini all’amatriciana…
Partiamo dalla traduzione, quella tra parentesi. “Sopa coada” (o “Sopa coeada”) vuol dire “zuppa covata”, già, va tradotto anche “coada”…
E’ importante, perchè rappresenta la fase finale, quella in cui viene “covata” in forno, cioè a bassa temperatura per 5 ore o più. Questo permette al brodo di evaporare lentamente senza far perdere alla carne le caratteristiche organolettiche e senza che diventi dura e stopposa.
Si fa col piccione, non esistono altre carni. O hai il piccione, o te lo vai a prendere a Venezia o fai un bollito di altre carni, ma un bollito, non una “sopa coada”.
La cannella non esiste, la “sopa coada” non sa di cannella, non ha mai saputo di cannella.
La besciamella è una cosa francese, nel ’500 nel trevigiano c’erano al massimo influenze austriache. Niente besciamella, mai vista!
Il formaggio grattugiato non è un optional, è obbligatorio metterlo tra uno strato e l’altro di pane. Pane che va leggermente dorato e bagnato nel burro fuso.
Manca il vino bianco nel soffritto, prosecco fermo o qualche vino della zona del Piave. “Tutto fa brodo” si suol dire, e quindi anche il vino.
Io credo che tu sia un grande cuoco, per la fantasia che ci hai messo, e questo è un enorme pregio.
Però cambia il nome a questa ricetta, perchè non è una “sopa coada”, e nemmeno una variante. E’ un’altra cosa!
Se tu avessi un altro cognome, l’avrei accettato, ma difendiamo la ricetta nazionale dei nostri avi, che poareti no i gavea altro da magnar che pan vecio, formaio duro, e colombassi…
Buon appetito a tutti!
@ Enrico Vazzoler:
Tanto di cappello Enrico la tua ricetta è sicuramente una manna per i lettori perfezionisti e precisi che frequentano il mio blog. L’unica scusante che posso trovare (che poi non lo è) è che la ricetta me l’ha spiegata uno chef di Orsago (TV). Io vengo dalla provincia di Pordenone. Lo chef di Orsago mi ha spiegato che la besciamella la mette per non far colare il tutto e per rendere lo sformatino più sostenuto. Per il resto come hai detto tu, la fantasia purtroppo va al di là. Grazie per la tua precisa segnalazione.